Incentivi assunzione 2025, quali opportunità per le aziende nel nuovo anno?

In questo articolo si parla di…
- Le aziende possono beneficiare di una super deduzione del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. L’aliquota base è del 120%, ma può salire al 130% per categorie svantaggiate come giovani under 30, donne con figli, persone con disabilità ed ex percettori del Reddito di Cittadinanza.
- Le aziende con meno di 10 dipendenti che operano nelle ZES del Sud Italia possono accedere a un esonero contributivo totale fino a 650 euro al mese per 24 mesi, assumendo over 35 disoccupati da almeno due anni.
- Il 2025 offre un panorama di incentivi articolato e spesso cumulabile: dal bonus giovani under 35 all’esonero per le donne svantaggiate, fino agli sgravi per le aziende con certificazione di parità di genere.
Con l’introduzione di strumenti come la super deduzione fino al 130% e il bonus ZES per il Mezzogiorno, le imprese hanno a disposizione un ampio ventaglio di opportunità per assumere a costi ridotti
Orientarsi nel complesso mondo degli incentivi all’assunzione può apparire come un percorso arduo, un dedalo di normative e sigle indecifrabili. Eppure, dietro questa apparente complessità, si celano opportunità concrete e vantaggi significativi per le aziende che intendono investire nel capitale umano nel 2025.
Il nuovo anno si apre con un ventaglio di misure pensate per stimolare l’occupazione, favorire l’inclusione di diverse categorie di lavoratori e, non da ultimo, alleggerire il costo del lavoro per le imprese. Ma quali sono le agevolazioni più rilevanti e come possono le aziende coglierle appieno?
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Super Deduzione 120-130%: il bonus fiscale che premia l’assunzione stabile
Una delle novità più interessanti per il 2025 è senza dubbio la super deduzione sul costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Si tratta di una misura strutturale, introdotta con il D.Lgs. 213/2023 e confermata dalla Legge 207/2024, che permette alle aziende di dedurre dal reddito imponibile una quota maggiorata del costo sostenuto per i nuovi dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato.
Nello specifico, per ogni nuova assunzione a tempo indeterminato, l’azienda potrà dedurre il 120% del costo del lavoro. Ma il vantaggio diventa ancora più consistente se l’assunzione riguarda determinate categorie di lavoratori, considerate “svantaggiate”. In questi casi, la deduzione sale al 130%. Chi rientra in questa categoria “privilegiata”?
- Persone con disabilità, un’opportunità per valorizzare competenze spesso trascurate e favorire l’inclusione lavorativa;
- giovani under 30, un investimento nelle nuove generazioni e un aiuto concreto per contrastare la disoccupazione giovanile;
- donne di qualsiasi età con almeno due figli minori, un sostegno alla genitorialità e un riconoscimento del ruolo delle donne nel mondo del lavoro;
- ex percettori del Reddito di Cittadinanza che non possiedono i requisiti per l’Assegno di Inclusione (ADI), un’occasione per favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di chi ha perso il beneficio e cerca nuove opportunità;
- minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà familiare, un intervento a supporto delle fasce più fragili della popolazione, offrendo ai giovani un percorso di crescita e autonomia.
Questa super deduzione, operativa e valida fino al 2027, si applica a diverse tipologie contrattuali a tempo indeterminato: nuove assunzioni, trasformazioni di contratti a termine e contratti di apprendistato. Un incentivo trasversale che mira a promuovere la stabilità occupazionale e a ridurre il cuneo fiscale per le imprese che investono sul lungo periodo.
Per accedere a questa agevolazione, è necessario che l’azienda eserciti l’attività da almeno 365 giorni al 31 dicembre 2023 e che si registri un incremento occupazionale rispetto al periodo precedente. Sono escluse le società in liquidazione o fallimento.

Bonus ZES Over 35: un’opportunità per il Mezzogiorno
Un’altra misura di rilievo, soprattutto per le aziende del Sud Italia, è il Bonus ZES dedicato all’assunzione di lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. Questo incentivo, operativo da febbraio 2025 a seguito della pubblicazione del decreto attuativo, si rivolge alle aziende con meno di 10 dipendenti operative nelle regioni della Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Il Bonus ZES (Zona Economica Speciale) prevede l’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi INAIL) per un periodo di 24 mesi, con un tetto massimo di 650 euro mensili. Un vantaggio economico significativo per le piccole imprese del Mezzogiorno che intendono ampliare il proprio organico assumendo profili esperti e qualificati, ma che faticano a sostenere pienamente il costo del lavoro.
L’incentivo è valido per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° settembre 2024 e il 31 dicembre 2025 e non è cumulabile con altri esoneri contributivi, ma è compatibile con la super deduzione del costo del lavoro. Per accedere al bonus, l’azienda non deve aver effettuato licenziamenti individuali o collettivi nei sei mesi precedenti l’assunzione.

Bonus Giovani, Bonus Donne e altri incentivi: un panorama variegato
Oltre alla super deduzione e al Bonus ZES, il 2025 offre un ventaglio di altri incentivi che meritano attenzione:
- bonus Giovani Under 35, prevede l’esonero del 100% dei contributi a carico del datore di lavoro per un massimo di 24 mesi, con un limite mensile di 500 euro (o 650 euro per assunzioni in regioni del Sud). Rivolto a datori di lavoro privati che assumono giovani under 35 a tempo indeterminato che non hanno mai avuto un impiego stabile. Cumulabile con la super deduzione;
- bonus Donne, per le aziende con meno di 250 dipendenti che assumono donne disoccupate da almeno 6 mesi (o 24 mesi in alcune aree). Esonero del 100% dei contributi per 24 mesi, con limite mensile di 650 euro. Cumulabile con la super deduzione;
- bonus Donne Vittime di Violenza, decontribuzione totale per le aziende che assumono donne disoccupate vittime di violenza, beneficiarie del “reddito di libertà”. La durata varia a seconda della tipologia contrattuale (determinato, indeterminato, trasformazione);
- incentivi per la Certificazione di Parità di Genere, sconto dell’1% sui contributi previdenziali per le aziende private in possesso della certificazione di parità di genere.
È importante sottolineare che la maggior parte di questi incentivi sono cumulabili tra loro, ad eccezione di specifiche incompatibilità espressamente indicate, e spesso anche con la super deduzione del costo del lavoro. Questo significa che le aziende possono combinare diverse agevolazioni per massimizzare i benefici fiscali derivanti dalle nuove assunzioni.
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Incentivi assunzione 2025: Domande & Risposte
Cos’è la super deduzione 120-130% per le assunzioni a tempo indeterminato?
La super deduzione è un incentivo fiscale che consente alle aziende di dedurre dal reddito imponibile il 120% del costo del lavoro per le nuove assunzioni a tempo indeterminato. Se l’assunzione riguarda categorie svantaggiate, come giovani under 30, donne con figli o persone con disabilità, la deduzione sale al 130%. L’obiettivo è ridurre il cuneo fiscale e incentivare l’occupazione stabile.
In cosa consiste il Bonus ZES per le assunzioni nel Mezzogiorno?
Il Bonus ZES è un incentivo per le aziende con meno di 10 dipendenti operanti nelle Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno. Consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali (esclusi i premi INAIL) fino a un massimo di 650 euro mensili per 24 mesi per le assunzioni di lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi. L’agevolazione è valida fino al 31 dicembre 2025.
Quali altri incentivi per le assunzioni sono previsti nel 2025?
Oltre alla super deduzione e al Bonus ZES, nel 2025 sono previsti incentivi come il Bonus Giovani Under 35 (esonero del 100% dei contributi per 24 mesi), il Bonus Donne (esonero per le assunzioni di donne disoccupate da almeno 6 mesi), il Bonus Donne Vittime di Violenza e agevolazioni per le aziende con certificazione di parità di genere. Molti di questi incentivi sono cumulabili tra loro, offrendo alle aziende maggiori opportunità di riduzione del costo del lavoro.